La corteccia e la resina

Oggi, passeggiando, mi sono imbattuta in un albero con una “ferita” superficiale, nella corteccia.

Quando vediamo tronchi la cui corteccia, o la superficie del legno, è distaccata o danneggiata in maniera più o meno grave, abbiamo l’impressione che sia un danno di poco conto, proprio perché, appunto è una ferita “esterna” e “superficiale”. Lo associamo forse alle nostre ferite sulla pelle, che tendono a rimarginarsi molto facilmente. Ma dimentichiamo che le piante, e quindi gli alberi, non sono affatto come noi, tanto che per loro la parte superficiale è quella più importante. E’ la parte in cui circola la linfa, e quindi danneggiandola possiamo provocare problemi molto gravi, persino la morte.

La corteccia, infatti, è lo strato duro e squamoso del tronco che protegge la pianta. E’ messa a protezione della sua parte giovane e vitale. Vediamo brevemente com’è composto l’interno di un tronco:

parti-legno

  • il DURAME è la parte interna del tronco, generalmente di colore più scuro, è formato da cellule ormai morte, che non trasportano più sostanze all’interno della pianta. Rimane la sua funzione di sostegno per la pianta;
  • l’ALBURNO è invece la parte esterna, le cellule di cui è formato sono vive, e trasportano attivamente l’acqua e le sostanze nutritive lungo la pianta, dalle radici alla chioma (in botanica questa parte è chiamata XYLEMA);
  • il CAMBIO è uno strato di cellule ancora non differenziate, che producono fibre di diverso tipo verso l’interno (alburno) e l’esterno (libro), molto delicata e fondamentale per la crescita della pianta;
  • Il LIBRO è anch’esso formato da cellule mature come l’alburno, che trasportano però la linfa elaborata proveniente dalle foglie (dove sono state prodotte con la fotosintesi) in tutta la pianta e le radici (in gergo tecnico questa parte è chiamata FLOEMA);
  • la CORTECCIA, infine, è formata dalle cellule del libro ormai in disuso, spinte verso l’esterno dalle nuove cellule del libro che vengono prodotte ogni anno.

Ogni anno il cambio si sposta sempre di più verso l’esterno e il libro dell’anno precedente si sfalda diventando corteccia e cambiando la sua funzione, in questo modo si produce ogni anno un nuovo cerchio (in primavera) permettendoci di conoscere l’età del  fusto (anelli di accrescimento).

resina_corteccia

Ne consegue che la corteccia ha un importante funzione protettiva, tiene gli strati vitali al riparo da temperature, stress esterni, insetti e parassiti, per questo quando è danneggiata, tagliata o desquamata, interviene quel meccanismo di difesa che è la resina.

Cos’è la resina? È una sostanza di protezione, di composizione chimica molto varia, più o  meno  liquida a seconda delle specie arboree, che si secca e indurisce a contatto con l’ambiente esterno. Può essere prodotta spontaneamente, oppure a causa di uno stress esterno come una ferita, appunto, o l’attacco di un insetto, una muffa o un batterio. Quando avviene una lacerazione, si insinua nella ferita e la ripara. Oltre che la funzione protettiva di “tappabuchi”, ha anche attività antibatterica, antimicrobica e antiparassitaria, grazie ai composti chimici che  la arricchiscono e la rendono profumata.

Generalmente sono dei composti terpenici volatili, come l’alfa-pinene, che è quello più diffuso in natura e responsabile del caratteristico profumo del pino, ma che si trova anche in numerosissime altre resine e oli essenziali, come nell’olio essenziale di rosmarino.

 

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